L’appuntamento con la musica di questo mese ci porta a conoscere i Plug, una band composta da 5 ragazzi che, da ormai dieci anni, compongono e suonano la propria musica all’incrocio tra rap e rock. Stefano Scioscia, Luca Carcione, Paolo Molini, Enrico Salvi e Manuel Martella: cinque amici da varie province bergamasche che nel 2007 hanno unito le rispettive passioni musicali per dar vita ad un gruppo che macina moltissimi live e collaborazioni importanti.
Ne parliamo con Paolo, che abita a Sedrina ed è il chitarrista della band: “La nostra musica è un mix tra rap e rock, dato dalla fusione di questi due generi che rispecchiano i gusti musicali dei membri del gruppo. Credo che il nostro singolo di maggior successo sia “Non si ferma”, tratto dal nostro ultimo album, una canzone un po’ ”discotecara” che però parte sempre da una base rap. I testi e le musiche li scriviamo io – Paolo, chitarrista – e il cantante rapper Stefano; è difficile dire a chi ci ispiriamo perché uniamo gusti diversi, che vanno dai Bink182 e i Green Day al rap, che piace soprattutto a Stefano. Posso dire che il nostro è un genere molto simile a quello dell’album “Rap’n’roll” di J-Ax, e questo è anche il motivo per cui ora abbiamo deciso di dedicarci a fare cover di Jax.”
“Sì, perché il progetto Plug – prosegue Paolo – si è evoluto e dal 2015 i cinque suonano anche come Senza Filtro: “Siamo sempre noi anche se il nome è diverso e come ‘Senza Filtro’ facciamo cover di J-Ax. Tre anni fa volevamo prenderci una pausa perché, finito l’ultimo album e il tour, eravamo un po’ esausti. Durante i nostri concerti facevamo già cover di questo tipo e devo dire che questo nuovo progetto sta andando molto bene, abbiamo circa 50 date all’anno e c’è tanta richiesta. Proprio a causa di questo, facciamo un po’ fatica a dedicarci alla musica dei Plug, ma continuiamo a scrivere canzoni per il nuovo album che se tutto va bene uscirà entro quest’anno.”
I Plug hanno infatti già pubblicato tre album nel corso della loro decennale carriera: “I nostri album sono tutti autoprodotti, però per un anno abbiamo avuto un’etichetta con la quale siamo arrivati alle selezioni finali di Sanremo Nuove Proposte a Roma.” Non solo Sanremo; tra le centinaia di date accumulate, ci sono anche esibizioni che i Plug ricordano come momenti importanti del loro percorso: “A Bergamo abbiamo aperto quasi tutti i concerti degli artisti della scena rap: Piotta, J-Ax, Emis Killa, Bassi Maestro, per citarne alcuni. Io sono anche stato chitarrista nella band di J-Ax per un paio di concerti. Abbiamo poi partecipato a diverse trasmissioni radiofoniche e anche a festival all’estero, in Estonia per esempio; ricordo che nel 2011 abbiamo vinto Emergenti Live, una trasmissione per giovani artisti che si teneva su Bergamo TV ”.
Come si concilia la vita da musicista con quella quotidiana? “È molto difficile far quadrare tutti gli impegni: tutti e cinque abbiamo un lavoro ‘tradizionale’ con orari da ufficio; proviamo tutti insieme il martedì sera e solitamente il weekend abbiamo un concerto: questo significa partire con il furgone il sabato se non addirittura il venerdì, anche perché spesso suoniamo lontano, in Veneto, a Milano, Brescia, Reggio Emilia, Roma, Perugia. Spesso stiamo anche fuori a dormire. L’impegno della musica richiede molto tempo e soprattutto d’estate diventa praticamente un secondo lavoro. Ma noi continuiamo a farlo – ormai da dieci anni! – perché c’è molta passione per quello che facciamo. Anche la nostra amicizia si è dimostrata solida lungo tutto questo percorso: ci insultiamo costantemente e pesantemente durante i viaggi sul furgone verso le date, ma nonostante tutto siamo insieme da tanti anni e questo significa che tra di noi c’è un legame molto forte.”
Come Plug e come Senza Filtro, avete suonato e continuate a suonare in tutta Italia, ma come è la situazione della musica live a Bergamo? “Fino a tre anni fa, esibendoci come Plug, era sempre molto difficile trovare occasioni per proporre la nostra musica dal vivo a Bergamo, in locali e nelle feste estive: di solito gli organizzatori preferiscono far esibire cover band, che attirano più pubblico. Penso che in altre province – quelle venete o nel milanese per esempio – ci siano più occasioni di suonare dal vivo. Anche qui da noi c’è uno zoccolo duro che promuove la musica originale, ma credo che le occasioni rimangano comunque poche.”
Propositi per il futuro? “Se mi avessi fatto questa domanda a vent’anni, ti avrei risposto ‘raggiungere la fama’, ma ora, che abbiamo tutti e cinque 30 anni ed ognuno di noi ha il proprio lavoro e la propria vita, quello che motiva è il voler tener viva la nostra passione per la musica, senza porci troppi obiettivi a lungo termine. Se capitasse qualche occasione per salire di livello le valuteremo al momento, ma quello che ci interessa davvero è continuare a suonare, divertirci e fare musica con il piacere di farla ascoltare anche agli altri.”
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