Giornata conclusiva al rifugio Longo a Carona per il progetto “Young people on the way – sentiero dei laghi”, promosso e sostenuto dal Consiglio Regionale nell’ambito delle iniziative della legge regionale per le Montagne.
Il progetto, rivolto a giovani under 35 selezionati attraverso una candidatura aperta, punta a promuovere e far conoscere il Sentiero dei Laghi ALTO e BASSO all’insegna del motto “Young people on the way” (#YPW): un sentiero che parte dalla sponda lecchese del Lario per arrivare al lago di Garda passando dal lago d’Iseo e dal lago d’Idro attraverso vette, vallate e borghi storici.
A conclusione delle esperienze sul Sentiero dei Laghi, ad ogni protagonista giovane U35 è richiesto l’impegno di restituire idee e riflessioni per la montagna, e che saranno la base per scrivere insieme una ‘Carta delle culture di montagna’ come atto di impegno comune per valorizzare i patrimoni di risorse naturali, storiche, culturali, paesaggistiche, idriche e forestali che le montagne rappresentano per tutte le comunità.
Presente alla giornata conclusiva l’assessore alla Casa e Housing sociale della Regione Lombardia, Paolo Franco, e una quindicina di giovani che ha preso parte al progetto.
“Queste – ha detto l’assessore Franco – sono giornate che ripagano tante fatiche. Vedere le nuove generazioni sui sentieri di montagna mi colpisce molto. È la palestra migliore per imparare a dosare determinazione, intelligenza e fatica. Avvicinare i giovani alle terre alte è fondamentale anche per il futuro stesso di questi territori. Regione Lombardia è molto attenta alle politiche di promozione e valorizzazione delle montagne nel suo complesso”.
“Un ringraziamento particolare – ha proseguito Franco – va a Paolo Valoti, per 22 anni presidente del Cai di Bergamo. A Valoti deve essere riconosciuto un ruolo strategico per la nascita della legge regionale dedicata alle montagne. Abbiamo infatti lavorato a lungo insieme sul testo della normativa quando ero ancora consigliere regionale nella scorsa legislatura”.
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Progetti inutili che non portano nulla alla montagna e alle genti che ci vivono e che duramente ci lavorano.